Approccio di riferimento

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“Dal momento che i terapeuti della Gestalt si propongono di essere presenti come persone reali, la crescita può avvenire attraverso il lavoro sulla consapevolezza nel contesto di un contatto reale tra persone” (G. Yontef, 1991, 274).
La psicoterapia della Gestalt, nata negli Stati Uniti negli anni ’50, si inserisce all’interno del panorama delle scuole di psicoterapia umanistico-esistenziale. Si tratta di un metodo (e di una Scuola) che propone una sintesi nuova a partire dai contributi della psicoterapia freudiana e dai modelli filosofici dell’esistenzialismo e della fenomenologia.
Nello specifico, questo approccio clinico si fonda sul rispetto per l’unicità ed irripetibilità dell’individuo, pone l’attenzione sulla dimensione relazionale del suo essere nel mondo e valorizza la bellezza e la creatività presente in ciascuna persona.
L’approccio gestaltico considera importante l’ esperienza di vita dell’individuo, guardando in maniera olistica alle sue varie dimensioni: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale.
In una psicoterapia gestaltica assume un ruolo importante la relazione tra il terapeuta e il/la paziente, che diviene luogo di ricerca ed esperienza reale; infatti il paziente può sperimentarsi nei vari aspetti della sua personalità attraverso il rapporto diretto con il terapeuta, che si inserisce in questa relazione con la sua umanità, e non come figura estranea al percorso terapeutico.
Lo psicoterapeuta della Gestalt opera attraverso l’uso della parola, nelle sue varie espressioni creative.
La psicoterapia della Gestalt si applica al singolo, alla coppia, alla famiglia, al gruppo, alle organizzazioni.

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