psicologo …perchè

formazione

Tante sono le domande che possono investire la nostra mente quando si affaccia alla sua porta il pensiero più o meno distinto di intraprendere una psicoterapia (di chiedere un sostegno psicologico), a seguito di un momento doloroso o di una difficoltà che ci appare insuperabile.
“Ne ho proprio bisogno?” “Ma allora sono matta?” “Cosa ne penserebbero gli altri se lo sapessero? (familiari, amici,…il mondo), “Come potrà aiutarmi uno psicologo? In fondo, non posso farcela da solo?”
Interrogativi e dubbi che spesso emergono (forse non tutti per tutti), nel caso in cui una persona senta il bisogno e desiderio di rivolgersi ad un professionista, delle volte dopo ”averle provate tutte”.
Perplessità abbastanza legittime se si pensa alle false credenze che ancora ruotano intorno alla figura dello psicoterapeuta e della psicoterapia psicoterapeuta e della psicoterapia (dello psicologo e del suo intervento) stessa: temiamo sia una figura dalla quale dipenderemo, o siamo portati a pensare che una persona che non ci conosce non ci può capire, abbiamo timore che ci vorrà un percorso lunghissimo prima di ritornare a stare bene; se siamo una coppia o una famiglia crediamo che chiedere un intervento terapeutico corrisponda ad ammettere un fallimento o una colpa. E l’elenco potrebbe continuare…
Proviamo a fare ordine e chiarezza, facendoci aiutare con poche ma illuminanti frasi di personaggi che sono stati determinanti nella storia della psicoterapia.
“Il fine della terapia consiste nel far sì che il paziente non dipenda dagli altri e scopra fin dal primissimo momento che può fare molte cose, molte più cose di quelle che crede di poter fare”Fritz Perls
“La relazione psicoterapeutica non deve essere un’educata conversazione o una chiacchiera da salotto, ma deve avere il carattere dell’immediatezza: lo psicoterapeuta non deve mai mentire, né cercare di compiacere o impressionare. Deve restare se stesso, il che significa che deve aver lavorato con se stesso”. Erich Fromm
“Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti”. Carl Rogers